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Non so se sia colpevele sciatteria o  eccessiva sicurezza di sé, ma oltre a avere il coraggio di comprarmene un paio ci ho fatto pure un giro fuori. I miei piedi magri e ossuti sembravano due alieni felici a bordo delle loro enormi astronavi.

crocs

Horror pleni

Una casa è bella quando è vuota.

Una casa è bella quando ci sono stanze ampie, luminose e ariose senza o con pochissimi mobili dalle linee pulite; non soffocati dal più vario baroccume pregiato raccoglipolvere.

Una casa è bella quando lo sguardo può correre veloce, senza essere costretto a inciampare su pareti occupate o “abbellite” e quando il piede può muoversi  sicuro su un pavimento privo di bardature.

Una casa è bella quando tutto ciò che serve, e soltanto ciò che serve, trova posto in modo discreto.

Una casa è bella quando respira.

Una casa è bella quando è vuota perché ti può contenere con tutto il tuo mondo.

Per i lavoretti, possono rivelarsi preziosi non soltanto i gusci delle uova, ma anche i loro contenitori; utilissimi per riempire noiosi pomeriggi o semplicemente per distrarre il proprio piccolo da altri lavori più impegnativi che si svolgono in casa.

occorrentetartarughe Con un pennarello (per noi dorato, che ci piace di più), con qualche palloncino, le tempere, panni spugna e panni tuttofare colorati, qualche pezzettino di nastro adesivo, le forbici e la spillatrice è facile costruire simpatiche tartarughe.palloncinipiattinolilla

Basta preparare il colore sufficiente a dipingere i contenitoriandreamischiagialloeverde e cominciare a spennellare.

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Dopo che il contenitore si è asciugato, si può procedere alla costruzione del giocattolo.

Un palloncino non troppo gonfio, con l’aiuto del pennarello, di un pezzetto di nastro adesivo e la spillatrice sarà la testa.

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Dal panno tuttofare si ritaglieranno le sagome delle zampe da attaccare (la mamma darà un aiuto con le rifiniture) e la tartaruga è pronta.

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Con qualche piccola variante e l’aiuto di altri “preziosi” materiali  (bastano due cilindri di cartone della carta igienica colorati e tagliati a metà per ciascun esemplare) è possibile costruire anche i dinosauri; che durante una serata post circo in pizzeria sono stati oggetto di una feroce contesa fra quattrenni.cilindrocartonefucsia11dorsobludinosauro

dinosauritartarughefinitiE con un pizzico di fantasia, iniseme a qualche brandello di carta velina e un foglio di cartoncino, è possibile realizzare anche un terribile drago sputafuoco

dragosputafuoco

Sensate esperienze

Che sia inequivocabilmente maggio lo si capisce dall’invasione di ragnetti rossi: pullulano un po’ ovunque, fra le piante in giardino e sui panni stesi.

Da piccola pensavo che loro fossero i microbi di cui  mi raccantavano  gli adulti, e pensavo anche che questi adulti non è che ci capissero poi tanto di scienza, dal momento che con il loro bel colore arancio, questi microbi si vedevano benissimo.

Mia sorella e io ci sentivamo molto più competenti; per esempio eravamo  capaci di resuscitare gli insetti. Ci divertivamo a catturare le mosche sui vetri  delle finestre con i contenitori tondi di plastica trasparente dei formaggini Bel Paese, che poi chiudevamo e infilavamo nel congelatore; dopo qualche minuto, quando contratte e con le zampette all’aria le mosche ci sembravano abbastanza morte, le resuscitavamo mettendole al sole.

Con le formiche le cose andavano un po’ diversamente: si doveva prima annegarle nell’acqua.

Il portapenne

In attesa di tempi un po’ più umani, in cui chiacchierare senza sfaccendare non mi provochi necessariamente una crisi d’asma (devo ancora compilare la domanda di aggiornamento delle graduatorie… aiuto!), vi mostro uno degli ultimi lavoretti di mio figlio.

Con un po’ di pasta di sale, un bicchiere di plastica (noi abbiamo usato il contenitore della sorpresa dell’uovo) è venuto fuori questo.

portapennetavolozzaportapennemanoverdePoco importa se la pasta di sale abbia ceduto tutta in basso durante l’asciugatura, con l’aiuto dei tre colori primari mischiati secondo la fantasia del momento il risultato è stato ancora più originale.

violettomanoportapennepervincaCon una mescolatina di qua e una pennellatina di là, con un po’ di verde su e un po’ di violetto giù, il contenitore della sorpresa dell’uovo comincia a assumere un aspetto decisamente più allegro.

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portapennearanciopart2Un ultimo tocco di rosso magenta e di arancione, di verde petrolio e di verde militare e il portapenne è pronto.

Bravo Andrea!

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Lavoratori

A lavori quasi ultimati, non saprei dire quale, fra l’idraulico e il falegname, sia dotato di maggiore estro.

Uno mi ha montato il lavandino nel bagno sbagliato – ora ornato da due simpatici fori riempiti con stucco bianco – e,  alla faccia del disegnino dettagliato alla parete, incontrando la trave mi ha fatto il buco per la cappa della cucina nel punto che gli è sembrato più simpatico; infischiandosene di chiamarmi, che “tanto, se non le piace dove sta, si può sempre  tappare… embè, per un pezzettino così piccolo, che ci fa che pure il cappotto è stato bucato?”.  E, giustamente, se proprio non mi va di fargli rifare il lavoro, “di cappe ce n’è talmente tante…”; peccato che le uniche adattabili, rispetto a quella che avrei voluto io, sono tutte orribili e veramente poco tecnologiche.

L’altro, invece, da grande artista qual è, per rivestire una stanza con librerie a giorno, mi ha fatto un preventivo pari al prezzo dell’arredamento della cucina di cui sopra,  che – giusto per dare un’idea dello sproposito – sarà super accessoriata e con eletrodomestici di classe A++. Il nostro ha ritenuto anche di dover disquisire sui miei gusti estetici a proprosito dei due guardaroba a muro che gli ho commissionato: se le porte sono di legno scuro, perché mai accostarci ante così chiare? quelle maniglie bronzate, poi! non sarebbe stato meglio sceglierle  dorate,  come le maniglie delle porte?

Quando però gli ho fatto notare che “forse” questi armadi non è che erano stati montati proprio benissimo, e che quel centimetro di spazio da un lato, fra la scocca e il pavimento, non era un lavoro fatto bene, si è incazzato dicendomi che il lavoro andava bene così e che ogni ulteriore lavoro d’aggiustamento  avrebbe avuto un costo (ovviamente per me); se c’era un lavoro fatto male, quello era il pacchipavimento. Ha ragione, “armadio su misura” vuol dire adattare pavimento e muri al mobile, non viceversa. Chissà perché, quando gli ho detto che poteva smontare tutto e tenerselo, magicamente in poco tempo è riuscito a sistemare l’armadio correttamente.

Comunque sia, finalmente ci siamo.

Sgrunt!

Giusto una precisazione prima di andare a dormire: per cortesia, nessuno osi mai più chiamarlo “giorno libero”.

Seguendo il principio che è sempre meglio fare lavoretti insieme al proprio figlio che correggere compiti, con una delle due metà del contenitore della sorpresa guscidell’uovo di cioccolato, Andrea e io abbiamo realizzato una piccola ciotola decorata seguendo le indicazioni di Paint Your Life; usandogusciciotolina1 carta del pane, colla vinavil (diluita e no), tempere e gusci d’uovo (nella speranza che fossero quelli giusti).

Con strisce di carta del pane imbevute nella colla vinavil diluita abbiamo rivestito la ciotola che, dopo aver fatto ciotolarivestitacartadipaneasciugare, abbiamo colorato come ci è piaciuto (la Gulienetti ne aveva realizzato una nera esternamente e gialla all’interno). Fatto asciugare anche il colore, l’abbiamo decorata con i pezzetti di guscio d’uovo, spennellandola tutta con la vinavil a lavoro ultimato per renderla lucida.

ciotolasbieco

preparazioneguscicollaciotolacollagusciociotolasbiecopartciotolafinitagusci

Sul mio libro delle elementari c’era  una lettura in cui si raccontava un mito sulla nascita della pioggia. Non ricordo più  a quale cultura questo mito appartenesse, né  tantomeno come questa lettura iniziasse o si sviluppasse, ricordo sotanto come finiva: le rane, con il loro fastidiosissimo gracidare, provocavano la rottura del cielo e con essa la caduta della pioggia.

Ancora oggi mi capita di pensarci spesso, soprattutto in questo tiepido periodo di primavera, in cui prima di addormentarmi sento le rane gracidare in chissà quale stagno non molto lontano: io il verso delle rane non riesco proprio a trovarlo brutto e fastidioso, ma lo trovo piacevole quasi quanto quello incantevole degli uccelli notturni che lo accompagnano.

Vi lascio gli auguri di buona pasqua – in qualunque modo voi la intendiate –  ricambiando anche quelli che mi sono già giunti. Lo faccio offrendovi buonissime uova di marzapane colorate, rotolate nello zucchero e disposte in questo allegro nido.

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Come il precedente, ma in versione gourmande. Sempre da un’idea presa da Léon, pas sur les murs!, un blog scoperto uovamarzapanezuccheroda poco che vi invito a visitare perché ricco di spunti e idee originali.

Basta sostituire ai giornali la carta del pane, colorata con coloranti per pasticceria (che potete usare anche per le uova), e alla pasta di sale il marzapane (ne basta un panetto da 250 g).

Andrea si è molto divertito ad attrocigliare, appallottolare, rotolare e a mischiare i colori; e io con lui.

coloranticordinocordinicartapanetinturablucordino

cordinipiattocordinipiattopartE dopo aver tinturaguanticordinocolorato i cordini che, se avete fretta, potrete far asciugare con il phon, si può passare alla composizione del cestino e alla lavorazione del marzapane.

Basta appallottolare e tamponare con un batuffolo imbevuto di colorante, ma ad Andrea è paciuto far fare il bagno alle uova.

dadolatamarzapaneuovomarzapane

pallinemarzapanepartcoloranteverdeuovamarzapanecoloratepagliacartapanesuvelina1 Mentre le uova si asciugano un po’, dopo essere state tamponate con carta assorbente e dopo averlgi fatto fare qualche capriolina nello zucchero, approntate il nido.

disposizionepaglianido

paglianido

Disponete le uova et voilà, il nido è pronto per essere regalato, nascosto e cercato o, molto più semplicemente, per far bella mostra di sé.

cestinocartapaneuovamarzapane

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