Stavo pensando che diversamente da “pochi fortunati”, io non ho molti cimeli della mia infanzia. Fra questi il mio primo Dizionario illustrato (a c. di L. Fioruzzi, Vallardi Industrie Grafiche, Lainate 1974) nella sua bella edizione rilegata in brossura, che a scorrerlo ora mi pare quasi impossibile che potesse trovarsi in casa mia, per giunta acquistato da mia madre. Io non mi spiego come mai mia madre – che ostenta ancora con fierezza la “sana” educazione e la solida istruzione ricevuta dalle canossiane, e che fino a poco tempo fa era convinta che qualsiasi idea vagamente di sinistra equivalesse alla corruzione dei costumi e al degrado più totale – abbia potuto permettere che io e i miei fratelli ci accostassimo a un’opera “così sovversiva”.
Nel mio primo Dizionario illustrato, infatti – udite! udite! –, si dedica una voce esplicita allo slogan sessantottino degli studenti francesi “proibito proibire” e si parla più o meno velatamente di:
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espropriazione proletaria alla voce furto, dove si insinua che per “alcuni” è tale “un prezzo troppo alto” oppure “le ricchezze di un ricco signore”;
- ribellione alle autorità “per difendersi” con le armi alla voce barricata;
- droghe aromatiche o più o meno pesanti alla voce droga; e ahimè! là scopro di essere una tossica perché prendo troppi caffè e perché faccio un uso smodato di cannella e zafferano;
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di sfollagente alla voce folla, dove se ne “chiarisce” l’uso attraverso un’illustrazione inequivocabile in cui un poliziotto lo brandisce contro un pacifico corteo di operai che protestano in tuta blu;
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di guerriglia alla voce guerra;
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e dulcis in fundo, a p. 74 si parla di rivoluzione! e come potete ben vedere nell’illustrazione compare pure Lenin che fomenta le masse in tutta la sua forma smagliante!
Ah! l’inestimabile valore dei libri!

Oh che bello! Io purtroppo di libri dell’epoca non ne ho quasi piu’. Solo un’enciclopedia della mitologia (che pero’ contiene solo i miti ‘casti’, e quindi relativamente pochi XD) e una vecchia edizione di Pinocchio ^^
Juno Loire, sappi che ti invidio tantissimo. Sarà pure epurata, ma sempre “enciclopedia” della mitologia è.