Capisco che soprattutto dopo la performance poetica di Mastella alcuni ritengano che sia buono e giusto inventarsi le citazioni perché fa fico, ma arrivare a risentirsi se qualcuno gli fa gentilmente notare che trattasi di autentiche bufale mi sembra veramente troppo.
I fatti sono questi: da assidua lettrice fin dal lancio della campagna “adotta anche tu un basso baritono” del blog Opéra Bouffe, fra i commenti a un post sulla shoah ne vedo uno di un certo DonMo che – agghiacciamoci – recita: “nel leibniziano migliore dei mondi possibili, avresti ragione, ma siccome non viviamo in esso, un giorno dedicato a ricordare è una buona cosa”. Che fare dinnanzi a tale preziosa perla che avrebbe scandalizzato persino i miei bbraavi alunni fancazzisti della magnifica e strabiliante IV #? la puntigliosa signorina Rottermeier che mi porto dentro si agita inquieta, non si può certo fare finta di niente! ma non è opportuno neanche commentare in quella sede, ché distoglierei l’attenzione dal post per un commento di cui la padrona di casa non ha colpa. Scelgo allora di parlare garbatamente al diretto interressato spostandomi sul primo post del suo blog, e decido di farlo anonimamente come Candide per evitare che un banale rilievo filologico-esegetico trascenda in una sterile querelle fra un chierico e un’impenitente miscredente.
Tuttavia, il banalissimo rilievo è percepito terroristicamente come un attentato. Allora, se di attentato si tratta, lo rivendico, così evitiamo noie anche a chi in tutto questo non c’entra. Sì, caro Don(Moh!Bah!Gulp!Splash!), la “costei” (reverendo, quale arguzia!) sono io, permetta che mi presenti come si conviene: il mio nome è Troll, Clotilde Troll, molto lieta.
Perdoni ancora la mia improntitudine e mi permetta di farle notare che Lei non è che ci abbia fatto proprio una gran figura in questa storia, e non alludo soltanto alla sua citazione ad capocchiam di Leibniz – come vede, non sono stata la prima ad essere andata OT –, ma ai suoi inviti a indirizzare gli strali verso di me e ai suoi ringraziamenti sempre ad capocchiam fatti alla signorina lei non sa chi sono io. Signorina lei non sa chi sono io che è riuscita a fare benissimo (sebbene ravvedendosene subito dopo) quello che io avevo accuratamente evitato, e cioè coinvolgere in questa inutile disputa la titolare di Opéra Bouffe andando a rompere le palle anche lì.
A questo punto forse vi starete chiedendo chi è la signorina lei non sa chi sono io, ve lo spiego subito. La signorina lei non sa chi sono io è una certa Engelsblick (il nickname è tutto un programma), DOTTORANDA in filosofia e CULTRICE della materia lup. mannar. alla prima università di Roma… Uh! che pauuura!
E’ opportuno sottolineare che la signorina lei non sa chi sono io è una “che ragiona con la sua testa e non dà ragione alle persone perché vestono un abito” e che quindi mi dà la corretta interpretazione della suddetta citazione ad capocchiam del suddetto Don(Moh!Bah!Gulp!Splash!) la quale sarebbe: “un semplice, immediato eloquente modo di dire per intendere che: siccome il nostro mondo non è perfetto fanno bene ricorrenze come il giorno della memoria”.
Sa, cara la mia signorina lei non sa chi sono io, se proprio ci tiene a sfidarmi non a suon di argomenti, ma di titoli (di cui sarei anche legittimamente portata a dubitare vista la Sua abissale ignoranza dei testi), le faccio presente che questo importuno e fastidiosissimo tafano, subito dopo la laurea – conseguita alla giovine età di 22 anni – grazie a una borsa di studio annuale ha avuto modo di svolgere alla Sorbona (Parigi I) una ricerca, il cui esito piuttosto corposo è stato poi pubblicato su un’accreditata rivista di filosofia.
Le faccio altresì presente che come Ella sono cultore della materia di storia della filosofia da oltre un decennio. Devo dirLe anche che mi fanno un po’ pena coloro che lo evidenziano sul loro biglietto da visita, perché possono sperare di impressionare soltanto topolino o paperino: per esperienza so che il cultore della materia, soprattutto quando non è ancora dottore, è colui che nella migliore delle ipotesi si ritrova a svolgere mansioni rognose come correggere test il sabato e la domenica o fare esami fino alle dieci di sera.
E poi, se Ella, cara la mia signorina lei non sa chi sono io, è dottoranda, io sono già dottore, con tesi già pubblicata insieme a un cospicuo numero di altri articoli. Infine, se proprio per Ella queste cose sono così importanti, ci tengo anche a dirLe che a tutt’oggi svolgo attività di collaborazione e ricerca presso l’università della mia città; ma preferisco molto più semplicemente presentarmi come una che si occupa “della crescita culturale” di adolescenti prevalentemente disinteressati e fancazzisti perché, le ripeto, mi fanno un po’ pena quelli che credono di essere migliori perché hanno un cultorato o un contratto d’insegnamento.
Caro Don(Moh!Bah!Gulp!Splash!), la ringrazio per tutte le sue premure: un invito allo studio è sempre ben accetto da qualunque parte provenga. Io, al contrario, mi rendo conto di non poterle dare nessun consiglio per migliorare – e avrei tanti da dargliene! – perché bisognerebbe “rifar i cervelli degli uomini” (la signorina lei non sa chi sono io avrà certamente stabilito la paternità e il “senso” della citazione filosofica) e questo non è in mio potere farlo… mi sa che, con rammarico, dovrò rinunciare ad “aspirare al ruolo di Sommo Pontefice del Laicismo”, mannaggia, ci tenevo tanto! e poi è vero, c’è già Odifreddi! arimannaggia!
E adesso, per chiudere, sia consentita anche a me una bella citazione da intendere come “semplice, immediato, eloquente modo di dire”.
Le parole che Guzzanti-Funari rivolgeva a Guzzanti-La Porta io le rivolgo a tutti i fanatici naturalmente portati a ignorare i fatti in nome del principio di autorità:
a fanà, “e c’avete veramente rotto i coglioni…
ce li avete proprio piallati, come e’ bambole”.
Sono andata a leggermi tutto… Lo so! Terribile voyeurismo da parte mia, ma il tuo post mi aveva stuzzicato (essendo anch’io una – ma lo dico piano – laureata in filosofia, cosa a cui non faccio grande pubblicità perché di filosofia non ne ricordo un’acca!)

Concordo sul fatto che di solito i signori “lei non sa chi sono io” sono solitamente degli emeriti Signor Nessuno, raccontandoti questo episodio.
Durante una lezione di Storia della filosofia antica, il primo anno di università, ad un certo punto si alza in piedi un tipo (studente, ovvio) che fa tutta una premessa complicatissima e molto sostenuta – come diresti tu “ad capocchiam” – per concludere con le testuali parole: “Ora le pongo una domanda che metterà in crisi l’intera storia della metafisica occidentale!”
Ohibò! Siamo tutti scoppiati a ridere, e lui, il Genio Incompreso, si volta verso di noi e dice, tutto impostato: “Voi non capite niente! Io al mio liceo ero il migliore di tutti!” Insomma, a suo modo un “voi non sapete chi sono io”…
Una scena che non dimenticherò mai!
V
Clotilde – non per fare la buonista ad oltranza (anche perché non mi si addice, ormai non è più buonista manco Uòlter, figuriamoci io…), forse si è trascesa un po’ la questione. Non so, almeno dal mio punto di vista (ovvero di una che la filosofia l’ha vista per tre anni al liceo classico e poi ha studiato architettura) il commento di Don Moreno voleva dire “se il mondo fosse perfetto avresti ragione tu, ma purtoppo non lo è” – noterai che ho bellamente ignorato la citazione di Leibniz (mica per altro, ma perché non avevo voglia né tempo di andare a controllare cos’è che diceva in proposito Leibniz, essendo in altre faccende affaccendata.) – ma capisco benissimo che a cultori della filosofia la mia interpretazione all’acqua di rose possa far storcere un po’ il naso.
) volendo dare un peso eccessivo al povero Leibniz che, diciamolo, non era strettamente necessario tirare in ballo, eh, ché io stavo facendo un discorso molto terra-terra (il cui succo era ed è: secondo me ricordare un genocidio solo il 27 gennaio è un po’ come due fidanzati che litigano tutto l’anno però a San Valentino si regalano cioccolatini ed orsetti di pelouche.), per niente filosofico, e si son cominciate a tirar giù le carte del “lei non sa chi sono io”, lauree, dottorati e compagnia cantando.
).
Però, ecco, mi pare che alla fine si è trasceso (per inciso, io continuo a scrivere “trasceso” sperando di non toppare clamrosamente il participio del verbo “trascendere”…
Io mi sono irritata quando ho visto arrivare Engelsblick sul mio blog parlando di cose delle quali non stavamo parlando, ma, a prescindere da questo, mi sono irritata per il dito puntato e il tono di supponenza (e credo di averglielo comunicato chiaramente nel commento che ho lasciato da Don Moreno), un tono che non è la prima volta che mi ritrovo ad affrontare e che va a braccetto con degli atteggamenti intolleranti di alcuni cattolici (e, bada, ti parlo da credente – epperò per me la libertà di pensiero non è sottomessa al credo, quindi più che “tollerare” – una parola che ho sempre detestato perché presuppone da parte di chi “tollera” la convinzione di essere nel giusto e al di sopra di chi è “tollerato” – io rispetto le convinzioni altrui, reputandole del medesimo valore delle mie, in special modo quando si tratta di fede e argomenti analoghi, poiché rimango sempre dell’idea che la fede sia una scelta personale che non deve essere imposta agli altri. Non so se sono stata spiegata (cit.), spero di sì.
Sono andata anche sul blog di Engelsblick, ma, proprio in virtù di quanto ho appena detto, e leggendo alcuni post, mi son guardata bene da lasciare un commento anche lì, mi sembrava superfluo ed inutile (a me piace discutere, anche con chi pensa l’esatto opposto di quello che penso io, ma non con chi mi sbatte in faccia titoli di studio per dimostrare una qualche superiorità che, alla fine, non sussiste, perché io avrei potuto fare altrettanto, solo che, purtroppo, in quel contesto non stavamo parlando né di architettura né di musica e quindi… ehm… che stavo dicendo??).
Siccome però ho conosciuto Don Moreno di persona qualche anno fa, vorrei anche dirti che non è così tremendo come lo dipingi, ecco, poverino, anzi, è una persona simpatica con cui si può discutere tranquillamente.
(scusa per il commento-fiume, non lo faccio più, te lo giuro su Dmitri Hvorostovsky!
)
Giorgia – sì, “sei stata spiegata”: si è trascesa la questione. Forse io ho dato un peso eccesivo a Leibniz nel contesto di quel post, ma il vittimismo, insieme al tono e alla supponenza dei commenti non hanno certo favorito un pacifico scambio di opinioni; anzi, hanno reso la discussione completamente inutile. Anch’io penso che il problema non risieda nell’essere cattolici o atei (tutte le convinzioni hanno pari dignità), ma nella capacità di relazionarsi con chi la pensa in modo diverso.