Questa domenica l’ho trascorsa all’insegna della fratellanza e della figliolanza. Il progetto iniziale era quello di ritrovarci in un parco, ma la temperatura polare e, soprattutto, il forte vento ce lo hanno impedito.
Prima tappa a casa del fratello, nella quale capisco di mancare da troppo tempo perché, sebbene il codice mi consenta di varcare la soglia del palazzo, ho un momento di esitazione davanti all’uscio del suo appartamento, dove il campanello esibisce l’inconsueta dicitura famiglia Lione. Per un attimo penso di aver sbagliato piano, ma dopo il provvido intervento di Fratello, capisco di essere stata vittima di una goliardata: si tratta pur sempre di un appartamento abitato da studenti che in qualche modo devono ingannare il tempo, anche con queste sciocchezzuole.
Entro e, sì, l’ambiente è quello caratteristico, disordine sparso, pulizia “giornaliera” ancora da fare e, comme d’habitude, il secchio del mocio con l’acqua usata per l’ultimo lavaggio del pavimento – con il suo tipico colorfangomiasma – lasciato accanto alla porta del bagno, a futura memoria dell’evento. Valutiamo rapidamente il da farsi e lui ci propone gentilmente di rimanere per pranzo, ma io, ancora più gentilmente, declino l’invito: ci manca solo che mio figlio contragga il morbo della peste bubbonica!
Decidiamo allora di andare nel posto più simile a una piazza, ossia nel vicino centro commerciale, dove chiacchieriamo e mio figlio scorazza felice fino all’ora di pranzo, quando mi chiederà un pezzo di pizza con le patatine. Noi fratelli, invece, sfidando i FuribondiEtRapacissimiDraghiSbuffantiSpaventoseEtOrrideFiamme che ancora ci stanno tormentando dilaniandoci in modo lancinante, abbiamo optato per un menu Mc Donald’s. Davanti al quale abbiamo rievocato la scoperta di Fratello della rima baciata, compiuta alla giovine età di 9 anni e attestata da inconfutabili documenti, come da questo pregevolissimo codice miniato.

davvero bella la filastrocca, mi fa molta tenerezza…penso al bambino che fu!
Ho sghignazzato dall’inizio alla fine… A parte il fatto che le case di studenti le ricordo benissimo perché, fino a non molto tempo fa, ci ho vissuto anch’io, ci tengo a precisare che NON si prende la peste bubbonica… al massimo un po’ di scabbia.

Racconto questo aneddoto: un pomeriggio viene a trovarci un amico di un’amica di una nostra coinquilina, Filippo. Abbracci, baci e convenevoli, vuoi un caffè, ma volentieri, cosa fai nella vita io studio e tu?, anch’io, ecc. Ad un certo punto Filippo, bevuto il caffè, chiede: “Si può fumare?”, e noi: “Certo”. Ci accendiamo le rispettive sigarette poi, seduti tutti attorno al tavolo, Filippo inizia a guardarsi intorno in cerca di un posacenere. Non ne vede. Noi non ne vediamo (almeno a portata di sedere avvitato alla sedia) e lui, candido: “Be’, tanto non mi sembra che potrai far più danni di così” e, plic!, butta la cenere sul pavimento ‘colorfangomiasma’…
Da quel giorno, istituimmo i turni e la casa riacquistò volti umani.
Per dire che la peste no. Proprio e assolutamente no!
V
Victor – fa molta tenerezza anche a me, che quel bambino l’ho conosciuto.
Valentina – hai detto niente! non sono sicura che la scabbia sia tanto meglio della peste, sai?
[...] 27, 2008 di Clotilde Carne bovina al 100%… e il terrore si è impadronito di me. Quello che da McDonald’s non hanno potuto i Draghi, ha potuto questa [...]